Le Relazioni Pubbliche sono sempre esistite. Prima del giornalismo, prima della propaganda: sono l’espressione più esplicita dell’umanità. L’uomo è fatto per elaborare informazioni, ma soprattutto per comunicarle agli altri.

Sono definibili come “un processo strategico di comunicazione che costruisce relazioni reciprocamente vantaggiose tra le organizzazioni ed i loro pubblici.” (PRSA – Public Relations Society of America).

Le RP vengono riconosciute come processo di comunicazione strategica dunque, in una relazione simmetrica tra l’organizzazione e i pubblici di riferimento. Ma cosa significa fare RP oggi?

I social media hanno condizionato fortemente le RP: all’attività tradizionale si affiancano nuovi linguaggi e processi, funzionali al web 2.0. Occuparsi di digital PR non significa semplicemente instaurare scambi reciprocamente vantaggiosi online, ma connotare la relazione di determinati elementi, tipici del web sociale: reciprocità, trasparenza, immediatezza, autenticità.

L’interazione online tra professionisti delle RP e gli interlocutori di riferimento, assume un linguaggio meno istituzionale di quello adottato nel classico scambio via mail o nella telefonata (non ci si dà certo del lei in un tweet!). Questa informalità agevola il dialogo e lo rende più vero ma attenzione: il confine tra confidenza ed invadenza è labile, per questo la costruzione di un rapporto solido e duraturo richiede tempo, pazienza e discrezione.

Le digital PR si sviluppano in due direzioni:

– attraverso l’attività di community management, sviluppando conversazioni a tema con il proprio pubblico di riferimento nei canali social dell’azienda;

– sviluppando il cosiddetto buzz seeding, seminando quel passaparola utile a veicolare i messaggi aziendali lì dove possono essere ascoltati: nei forum, nelle community di riferimento, nei blog degli opinion leader.

 

6 semplici punti da ricordare per una attività di RP online efficace:

1) Avere un messaggio chiaro e incisivo

La Rete è densa di informazioni, quindi non basta catturare l’attenzione del lettore,  bisogna fare in modo che il contenuto venga percepito come rilevante per gli utenti.

2) Abbandonare l’autoreferenzialità ed ascoltare                                                        

Prima di parlare di noi, parliamo con il nostro pubblico. E quando parliamo di noi evitiamo di essere autoreferenziali: l’azienda “leader di settore” è un concetto sorpassato!

3) Gestire le situazioni di crisi in modo efficace e tempestivo

Il web non perdona, è fondamentale aver pianificato un’attività di crisis management per non farsi cogliere impreparati in caso di criticità.

4) Non solo chiacchiere

Un buon contenuto è la base, ma la sua distribuzione e promozione sono altrettanto importanti. Allo stesso modo vanno monitorati i feedback degli utenti.

5) Il pubblico è complesso e diversificato                                                                           

Attenzione ad individuare i destinatari giusti! Una conversazione nel posto sbagliato o rivolta ai destinatari sbagliati, non serve a nulla.

6) Immediatezza non significa improvvisazione

Pensare e ripensare prima di scrivere: i social media sono potenti strumenti di influenza sociale e le dinamiche virali che si scatenano sono potentissime. Per questo va prestata la massima attenzione a ciò che si scrive, che rimane indelebile.

Grazie alle infinite possibilità che il web offre, mai come ora le RP possono considerarsi veramente importanti e finalmente in grado di integrare tutte le attività comunicative volte ad instaurare relazioni tra enti, aziende, strutture e persone. On e offline.

 

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